La Milano nera Giorgio Scerbanenco

ISBN:

Published: 1979

Hardcover

740 pages


Description

La Milano nera  by  Giorgio Scerbanenco

La Milano nera by Giorgio Scerbanenco
1979 | Hardcover | PDF, EPUB, FB2, DjVu, audiobook, mp3, ZIP | 740 pages | ISBN: | 9.50 Mb

24/2/2011 - Venere privata - 4 STELLEVenere privata è il primo libro dedicato alle avventure di Duca Lamberti, medico radiato dallalbo per aver praticato leutanasia. Lamberti dopo aver scontato il carcere viene assunto da un facoltoso uomo daffari della Milano bene per curare la dipendenza dallalcool del figlio Davide.

Farà molto di più Duca, dietro il presunto alcoolismo di Davide cè altro. Cè una Milano grigia, che sta crescendo e diventando la metropoli che è oggi. Ci sono palazzi che hanno storie da raccontare, persone subdole e pericolose che non hanno scrupoli e approfittano dellingenuità e delle speranze di giovani donne in cerca di benessere. Cè lindifferenza che comincia a germogliare negli animi della gente e che oggi si è purtroppo radicata nelle nostre città.

C’è la vita, e Scerbanenco ce la racconta con uno stile unico, pacato, senza bisogno di creare suspense, con una capacità narrativa da cui molti probabilmente hanno cercato di attingere ma che è, per quanto mi riguarda soltanto sua. Forse l’unico a cui mi sentirei di accostarlo oggi è Carlotto.Questo libro raccoglie tutte e quattro le avventure di Duca Lamberti, perciò voterò un racconto per volta e alla fine metterò le stelline per l’intera opera.27/4/2011 - Traditori di tutti - 4 STELLETradivano tutti, la madre sul letto di morte, e la figlia in clinica parto, vendevano il marito e la moglie, lamico e lamante, la sorella e il fratello, ammazzavano chiunque per mille lire e tradivano chiunque per un gelato, non occorreva neppure picchiarli, bastava frugare nel fondo melmoso della loro personalità, e veniva fuori vigliaccheria, canaglieria, tradimento.Inizialmente pensavo che gli avrei dato 3 stelle.

La storia sembrava coinvolgermi meno rispetto a Venere privata e invece alla fine mi sono ricreduta. Le atmosfere quì sono ancora più belle. Milano è meno grigia, in compenso cè lAlzaia Naviglio Pavese che è la vera protagonista del libro. E poi cè Duca. Questo è il libro della sua svolta, prenderà una decisione importante, anzi, forse più di una. Quando ricopia lAbiura di Galileo il mio cuore ha sussultato.

Scerbanenco è poesia in noir.22/06/2012 - I ragazzi del massacro - 4 STELLEPiù leggo Scerbanenco e più mi piace, tanto da poter affermare che in Italia non c’è uno scrittore noir/poliziesco migliore di lui. Certo si capisce subito che sono storie scritte qualche decina di anni fa (in questo caso il 1969), alcuni termini fanno sorridere e li ho dovuti persino cercare su google, ma nonostante tutto è di un’attualità sconcertante. Non c’è morbosità nel descrivere il delitto compiuto, non c’è esasperazione nei dialoghi o esagerazione nei personaggi. Tutto è magicamente misurato da risultare quasi perfetto.

Milano poi è sempre al centro di tutto, con la sua nebbia che avvolge e nasconde, le case fatiscenti fra Lambrate e Piazzale Loreto, adulti e ragazzi che vivono ai margini della società.In questa Milano che nulla sembra avere in comune con la città del boom economico, Matilde Crescenzaghi, un’anonima maestrina di scuole serali viene barbaramente seviziata e uccisa da undici ragazzi della sua classe. Undici teppisti, già avvezzi al riformatorio e al carcere, con famiglie problematiche alle spalle. Un caso apparentemente facile da risolvere, basta individuare chi fra gli undici è l’autore materiale del delitto o al massimo sbatterli tutti al fresco e amen.Duca Lamberti però non è portato per le indagini approssimative.

Lui vuole capire, è convinto che i ragazzi non possono aver fatto tutto di testa loro, dietro sembra esserci la regia di una mente adulta, ma bisogna scoprire il movente per avvicinarsi alla verità………Freddo, teso, impassibile. Nel terzo romanzo che lo vede protagonista Duca Lamberti appare sempre più cupo e impenetrabile, un po’ come la nebbia presente in città.

Mi ha sconvolto il distacco dimostrato per la morte della nipotina e la normalità con cui poi ha trattato la sorella. Anche nei confronti di Livia Ussaro ha un atteggiamento quasi incomprensibile. La rispetta, la stima, è attratto da lei ma c’è qualcosa che lo frena, e non credo dipenda solo dal fatto che ci troviamo a ridosso tra gli anni 60 e gli anni 70.Unico neo alle indagini la denuncia fatta dalla maestra prima di essere uccisa.

Come mai non risulta nel fascicolo delle indagini? Forse all’epoca era più complicato fare dei controlli incrociati, ma penso che se una persona viene uccisa così barbaramente gli inquirenti dovrebbero essere informati su tutto quello che questa persona ha fatto in vita e sulle sue frequentazioni.“mi ha detto che è un invertito”“la bambina aveva il nome della mamma, che era una mamma illegale, non sposata”“non sapevo nulla di questa particolarità di mia sorella”Queste sono solo alcune delle frasi “retrò” presenti nel libro, poi ci sono anche molte parole arcaiche: malattie celtiche, basedoviani, lenocinio, luetico, lue….



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